I Perplemisti
Esulano dal comune senso della grammatica, nonché del pudore. Sostengono l’esistenza dell’indicativo presente di “perplesso”, rinnegando le comuni forme di utilizzo (es: “sono perplesso”, “la tua scelta mi rende perplesso”), sostituendole con l’inesistente ”mi perplime”)
Per sostenere la tesi si appoggiano ad un testo redatto dall’Accademia della Crusca che fa risalire l’origine del termine ad un programma televisivo dei primi anni Novanta (“Avanzi”) e ad un attore (Corrado Guzzanti) che nelle vesti del personaggio Rokko Smitherson usava il suddetto termine a chiaro scopo di derisione di un certo tipo di linguaggio. L’articolo attesta la diffusione del termine, ricordando infine che esso fgura nel vocabolario della lingua italiana, e si riserva di lasciare ai posteri l’ardua sentenza sulla sua diffusione. (http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44)
Attenzione, qualora vi doveste imbattere in un perplemista, piuttosto che restare perplessi, datevela a gambe. Ad ogni vostro tentativo di ribattere, risponderà con un nonsense che non farà altro che confondervi.
Esempio:
Persona normale ”Anche la Crusca pur dedicandogli un articolo, conclude che non è corretto, e che comunque non esiste”
Perplimista: “Soprattutto la sera tendo ad attardarmi in attività inoperose”