Questa cosa degli House Concert mi piace molto. Se avessi una casa abbastanza grade per 45 persone minimo (così recita il sito) li inviterei da me a suonare. Comunque, sabato siamo andati in una showroom di tappeti di design in via Marco Polo, ad ascoltare Mark Eitzel (si scriverà così? boh), un uomo/cantante del quale non dirò altro se non che ha una canna pazzesca, che senza microfono risuonava in tutto lo spazio.
L’House Concert funziona così: paghi un fee di 15 euro, porti qualcosa da mangiare o da bere, ascolti 45 minuti di bella musica unplugged di un artista di nicchia.
Bello tutto, sabato. Non fosse stato per:
a) la ragazza in prima fila con i leggins grigi e la giacca verde. Ride sguaiata ad ogni frase pronunciata da Eitzel per presentare le canzoni, e ad ogni sua mossettina del piede. Irritante perché, nonostante i tentativi di sdrammatizare di lui, le canzoni sono tutte di una tristezza profondissima (suicidi, morti per aids e simili); e perché la ragazza in questione è brutta. Almeno fosse stata una figa, uno avrebbe potuto pensare alla giustizia del mondo.
b) Ognuno deve portare qualcosa. Il pubblico non è modaiolo, ma estremamente selezionato. Leggi: sa chi è il tizio col cappello che canta, quindi è intellettualmente preparato, di conseguenza monetariamente scannato. E dunque il buffet non può che comporsi di: vino al metanolo, birra del discount, pop corn, patatine, torte rustiche fatte evidentemente con gli avanzi. Fanno eccezione le pizzette fredde portate dall’organizzazione. Qualcuno, trés radical chic, ha portato una cassetta di pere biologiche. Pare c una splendida torta al cioccolato. Ma che vuoi farci, io ero rapita dalla musica, e non me ne sono accorta.
Mai stato ad uno House Concert, ma l’idea sembra interessante. Potrei organizzarne uno a casa mia. Ma uno come li cerca i cantanti?
Questo Mark Eitzel lo consigli? Mi fido dei giudizi degli altri.
Ho messo il link al tuo blog in un post pubblico citandoti, spero non ti dispiaccia. Se no dimmelo che tolgo il link. Sei di nuovo scomparsa? E’ divertente leggerti.